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Presentazione dell’Associazione alla serata del Lions Club Monticello

Presentazione dell'Associazione

Sabina Dal Pra'

Lions Club Monticello

 

Buonasera a tutti.

 

È una grande gioia incontrare un gruppo così numeroso di persone, insieme per sostenere quella che, secondo noi, è una causa molto importante.

Ringrazio di cuore tutti voi che siete generosamente e affettuosamente presenti, un grazie davvero grande a nome di tutta l'Associazione, agli ospiti, al Lions Club Monticello, al suo Presidente Filippo Favuzza.

Abbiamo bisogno di sentire intorno a noi il sostegno di persone sensibili che comprendano il senso di quello che facciamo e desiderino  partecipare allo sviluppo dei progetti dell'Associazione.

Associazione che passo ora a presentarvi brevemente per quanto concerne la sua storia e i suoi progetti.

La Stanza Blu è un'associazione di promozione sociale fondata alla fine del 2017 ed  entrata a far parte, l'anno successivo, del registro regionale delle Associazioni. Questo è un punto importante perchè permette all'Associazione di essere destinataria del 5x1000 e ai sostenitori la deducibilità delle donazioni. Scopo dell'Associazione è poter accogliere chiunque necessiti del nostro specifico aiuto senza che l'aspetto economico possa essere un impedimento.

 Lo statuto è stato modificato per rispettare i requisiti richiesti per entrare nel nuovo elenco degli Enti del Terzo Settore.

Perchè nasce questa associazione, che senso ha in un contesto come quello comasco che, fortunatamente, offre già molti servizi?

Nasce proprio per offrire un completamento a quanto già esistente sul territorio comasco, un'offerta che tenga conto dei servizi esistenti e quindi non sia uno spreco di risorse per replicare quello che c'è già. Le nostre proposte  riguardano gli interventi  più innovativi e difficili da organizzare per un servizio pubblico.

Di chi ci occupiamo, quali i servizi che possiamo offrire? L'Associazione nasce con lo scopo di sostenere i bambini e le famiglie che attraversano momenti della vita in cui il dolore è difficilmente elaborabile, soprattutto nella solitudine. Ci rivolgiamo quindi alle famiglie che vivono condizioni di particolare fragilità, crisi e svantaggio durante la gravidanza e il puerperio o in caso di lutto o malattia grave di un bambino, garantendo la qualità professionale degli operatori grazie a percorsi di formazione mirati.

Sappiamo tutti che l'epoca in cui  viviamo ha perso quel tessuto sociale che nel passato sosteneva le famiglie e quindi facilitava le relazioni all'interno delle stesse e leniva la solitudine dei momenti difficili. Per questo e per molti altri motivi legati ai cambiamenti socio-culturali è sempre più faticoso per le famiglie affrontare i momenti di difficoltà.

È così difficile che a volte non si ha la forza di chiedere aiuto, ci si vergogna o si è troppo scoraggiati. Ecco il primo dei punti fondamentali e peculiari dell'Associazione, l'andare incontro, l'andare a casa. Quello che chiamiamo "accompagnamento" concretamente significa recarsi a domicilio per sostenere attraverso un metodo che è stato lungamente elaborato da noi con l'aiuto di colleghi di AIPPI e della Tavistock , le famiglie che spontaneamente, ma più spesso inviate da ospedali, consultori o singoli professionisti, si rivolgono a noi. Ho parlato di metodo, perchè un aspetto fondamentale è il rigore scientifico, che non può essere separato per noi dall'aspetto umano, che significa l'attenzione al singolo, rispetto della fragilità, mancanza di giudizio, impegno a riattivare le risorse di ognuno rispettando le scelte, la vita e gli orientamenti di ciascuno.

I progetti già attivati riguardano il sostegno alla maternità fragile, al bambino in situazione di lutto, ai genitori che perdono un bambino non ancora nato o alla nascita (lutto perinatale), al bambino con malattia grave.

Se è di immediata evidenza l'importanza di sostenere i bambini nelle situazioni di lutto o malattia grave, perchè è da tempo entrato nella nostra cultura l'idea che  eventi traumatici nell'infanzia possono lasciare cicatrici indelebili che permangono per tutto il corso della vita, è forse meno chiaro cosa intendiamo per sostegno alla maternità fragile.

Tutti gli orientamenti teorici e le ricerche sullo sviluppo infantile riconoscono che le esperienze relazionali precoci hanno una enorme ricaduta sullo sviluppo successivo. È anche sempre più chiaro ad ogni studioso che il bambino non solo non è la famosa tabula rasa che si credeva fino a non molti decenni fa, ma è un soggetto attivo nella relazione fin dalla nascita, e forse anche prima, ed è portatore di competenze cognitive, percettive e relazionali insospettabili.

Possiamo quindi considerare una buona relazione primaria come una specie di vaccino, un'esperienza che pone le basi per il senso di sicurezza e di vitalità del bambino.

Quale modo migliore, allora,  per contribuire alla crescita di bambini con un buon equilibrio  se non quello di occuparsi dei loro genitori? Delle mamme nel periodo della gravidanza e del puerperio quando sono  vissuti in condizioni di fragilità emotiva o sociale e dei papà, perchè a loro volta sostengano la mamma e il bambino. Ecco quello che noi chiamiamo "il prendersi cura di chi cura".

Sappiamo  che molte possono essere le cause che creano turbamento nei neogenitori, difficoltà socio-economiche, nascite pretermine, conflitti familiari, nascite in situazioni di trauma migratorio, nascite di bambini portatori di malattie... queste sono solo  quelle macroscopiche, ma ne esistono di non così evidenti, diciamo di sotterranee, che nascono ad esempio da storie personali difficili, da traumi infantili dei genitori, da difficili momenti della vita di coppia o lavorativa. Pensiamo ad es, alla DPP. Oggi questo problema riceve molta attenzione, ma tante, troppe mamme depresse sfuggono ancora alla possibilità di un aiuto, non lo cercano, non hanno la forza di chiederlo, si vergognano. La loro sofferenza diventa mancanza per il bambino e spesso per il partner. Immaginiamo cosa può leggere un bimbo piccolissimo nello sguardo di una mamma triste, che piange, il cui dolore le impedisce di gioire e trasmettere questa gioia al suo bimbo.

Queste difficili situazioni, però, se ricevono un adeguato sostegno, quello che nel mondo è molto praticato e conosciuto come "home visiting" e che noi chiamiamo accompagnamento alla maternità fragile, possono davvero evolvere in tempi rapidi - molti studi lo confermano - e permettere alla famiglia o alla coppia mamma-bambino di riprendere il percorso evolutivo.

L'Associazione include professionalità diverse, psicoterapeute e  psicopedagogiste, che costituiscono il gruppo di lavoro e organizzativo, ma anche le assistenti alla madre, persone che stiamo formando attraverso un percorso molto approfondito, e, secondo le necessità, ginecologi, pediatri, psichiatri.

La crescita umana e professionale che sentiamo nascere in questa esperienza penso sia dovuta a molti fattori,  uno dei più importanti credo  sia proprio l'essere, come gruppo di lavoro, complementari e al contempo affini per obiettivi scientifici, sociali, culturali, esperienza che permette un reciproco interessante arricchimento.

Lascio ora la parola a Francesca, Olimpia e Maria che non faranno un discorso teorico sui nostri interventi, ma ve li proporranno dal vivo, in presa diretta, con un racconto del loro lavoro con le persone che si sono rivolte a noi. Ovviamente tutte le situazioni sono state modificate per garantirne la riservatezza.

 

Un lutto impossibile

Francesca Schillaci


Per avvicinarci al progetto di sostegno al lutto perinatale vi racconterò una storia vera di una donna di 43 anni, che per motivi di privacy chiamerò Lucia che si è rivolta a me per elaborare la tragica perdita del suo bambino avvenuta alla trentacinquesima settimana tre anni prima. Da allora la sua vita gira a vuoto, lei stessa riporta un vissuto di congelamento delle sue emozioni e dei suoi progetti.

È ossessionata dai ricordi e la sua casa è diventata un  monumento funebre in cui accumula oggetti che commemorano il suo bambino. Era rimasta incinta a 40 anni dopo due anni di stress e preoccupazione per i vani tentativi e le inefficaci terapie mediche che avevano reso necessario il ricorso alla fecondazione assistita.

La gravidanza procedeva nella norma ma alla trentacinquesima settimana, durante una visita programmata, il ginecologo constatò che il cuore del bambino non batteva più da circa 24 ore. Lucia non lo sentiva muovere da un giorno, ma seppur per un attimo l’aveva sfiorata un pensiero terribile l’aveva immediatamente scacciato dalla mente e non aveva ritenuto necessario fare un controllo urgente. Quando il medico le disse che non c’era più battito, apprese la notizia con incredulità, quella terribile realtà era talmente traumatica insostenibile per lei da non poter essere vissuta. “Non ho versato una lacrima, era come se non fossi nel mio corpo. Ho fatto tutto quello che mi dicevano. Sono andata a casa, con lucidità ho preso la borsa che avevo preparato per la nascita di Ludovico, sono tornata in ospedale e ho affrontato il parto. È stato devastante, non capivo quale fosse lo scopo di quel dolore e non sopportavo il pianto vitale degli altri bambini nelle stanze vicine”.

Rifiutò di vedere il suo bambino senza vita, nutrendo l’unico desiderio di prendere distanza da quel luogo e da quell’assurdo momento della sua vita. Durante il ricovero il marito, anche lui tragicamente ferito da questa perdita, si fece carico di sgomberare la cameretta con i vestitini di Ludovico nella speranza di poter voltare pagina.

Da allora Lucia è schiacciata dai sensi di colpa, si sente una cattiva madre per non aver protetto il suo bambino andando immediatamente in ospedale al primo segnale di allarme e per non aver stretto a sé il suo corpo concedendosi anche un piccolo momento di intimità con lui. Non ha alcun ricordo di lui, non si è neppure interessata al funerale. Dentro di sé intrattiene dialoghi quotidiani con il suo bambino, come un compagno segreto che nella sua mente cresce, tenendo viva la sua pena.

Sente di vivere una vita che non è la sua, ha avuto una montata lattea e ben 15 kg in più dopo la gravidanza senza stringere tra le braccia il suo bambino e anche il suo ruolo dirigenziale al rientro dalla maternità è stato ridimensionato, senza aver realizzato il suo desiderio di diventare mamma. Quando qualcuno le chiede se ha dei bambini sente una morsa dentro di sé, ha l’impulso di sfuggire ad una risposta indicibile, per rispondere deve passare sopra ad un oceano di emozioni.

Sin da subito la coppia ha ripetuto 4 tentativi fallimentari di fecondazione assistita. I diversi centri cui si è rivolta sospettano che un Natural Killer rifiuti l’embrione.
Nell’ambito del nostro percorso di cura Lucia è riuscita ad avvicinare le emozioni incontenibili di questa perdita e a reggere l’impatto con il suo dolore ancora vivo, con la sua rabbia intensa contro il personale sanitario, con il suo senso di colpa per non aver protetto il suo bambino ma anche con il suo senso di vergogna come donna per essere incapace a procreare.

Le parole di Lucia raccontano bene la dinamica di un lutto patologico i cui effetti come abbiamo visto in questo caso possono protrarsi in tutta la loro drammaticità anche anni dopo la perdita.:” In questi anni ero più presa dal desiderio di riparare quel dolore piuttosto che elaborarlo.

Pensavo che la soluzione migliore fosse avere un altro bambino piuttosto che fare i conti con il mio dolore”. Sostare nel suo dolore le ha permesso di elaborare il lutto e di trasformarlo in una crescita umana di grande spessore.


Durante il percorso insieme Lucia resterà incinta di un bambino e sentirà questa nuova vita frutto del lavoro fatto insieme.

 

Per informazioni:

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Cel. 391 1771414

13-11-2019

2018: Percorso di aggiornamento l’accompagnamento alla maternità fragile

L'Associazione La Stanza Blu in collaborazione con l'AssociazioneGenitori quasi perfetti e il Master AIPPIMilano organizza un percorso formativo per le assistenti alla madre.

 

NEONATI: IL SENSO DI ESISTERE

Patrizia Gatti e Romana Negri

La Stanza Blu, via Borgovico 177

Como, 9 febbraio 2018

16.30 - 18.30

 

LA RELAZIONE PRIMARIA E LA NASCITADEL PENSIERO

Mariadele Santarone

Sede della Provincia di Varese, via Valverde 2

Varese, 28 febbraio 2018

16.00 - 18.00

 

LA COSTELLAZIONE MATERNA E IDISTURBI EMOTIVI DEL POST-PARTUM

Sabina Dal Pra’ Nielsen e Fiorella Monti

La Stanza Blu, via Borgovico 177

Como, 23 marzo 2018

16.00 - 18.00

 

LA TRANSCULTURALITÀ

Anna Tabanelli e Sabina Dal Verme

Sede della Provincia di Varese, via Valverde 2

Varese, 23 maggio 2018

15.00 - 18.00

 

LA PREMATURITÀ: UN MONDO A PARTE(ASPETTI CLINICI E RELAZIONALI)

Daniele Merazzi

Ospedale Valduce

Como, 25 maggio 2018

16.00 - 18.00

 

IL LUTTO PERINATALE

Francesca Schillaci

La Stanza Blu, via Borgovico 177

Como, 1 giugno 2018

16.30 - 18.30

 

LA PREMATURITÀ: UN APPROCCIOINTEGRATO E MULTIDISCIPLINARE

Francesco Tandoi, Angela Bossi, MariaElena Bolis, Marta Quadrelli, Marta Cazzani,

Barbara Sgobbi

Ospedale del Ponte

Varese, 5 giugno 2018

14.30 - 16.30

 

IL LAVORO DI RETE

Katia Ascorti e Cristina Locatelli

La Stanza Blu, via Borgovico 177

Como, 8 giugno 2018

16.30 - 18.30

 

L’ACCOMPAGNAMENTO AL PUERPERIOE ALLA MATERNITÀ FRAGILE: PARTE

TEORICA ED ESPERIENZE

Olimpia Addabbo, Samantha Righetto ed Ester Moscatelli

La Stanza Blu, via Borgovico 177

Como, 27 giugno 2018

17.00 - 20.00

 

 

Per informazioni:

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2019: Nascita della relazione primaria. Fattori di rischio e esperienze di sostegno

L‘Associazione di Promozione Sociale La Stanza Blu organizza un percorso formativo di approfondimento per le assistenti alla madre.

 

UNO SGUARDO ALLA RELAZIONE PRIMARIA ATTRAVERSO L‘INFANT RESEARCH

Paolo Chiari

La Stanza Blu, via Borgovico 177

Como, 1 marzo

18.00 - 20.00

 

 

DEPRESSIONE POSTPARTUM E DINTORNI:

LO STATO DELL‘ARTE SUI DISTURBI IN GRAVIDANZA E GLI INTERVENTI TERAPEUTICI

Daniela Mingotti

La Stanza Blu, via Borgovico 177

Como, 15 marzo

17.00 - 19.00

 

 

COMUNICAZIONE DI DIAGNOSI O DI UN PERCORSO DI VITA?

VIAGGIO NELLE MALATTIE RARE

Angelo Selicorni

La Stanza Blu, via Borgovico 177

Como, 3 aprile

17.00 - 19.00

 

DIVENTARE GENITORI ATTRAVERSO LA PROCREAZIONE ASSISTITA

Marco Bianchi e Alessio Paffoni

La Stanza Blu, via Borgovico 177

Como, 7 giugno

15.30 - 17.30

 

 

ACCOMPAGNAMENTO ALLA MATERNITÀ FRAGILE:

APPROCCIO TEORICO E ESPERIENZE

Olimpia Addabbo

La Stanza Blu, via Borgovico 177

Como, 14 giugno

16.30 - 18.30

 

 

RELAZIONI PRECOCI E DISABILITÀ

Fabio Zambonin

La Stanza Blu, via Borgovico 177

Como, 18 settembre

15.30 - 17.30

 

Per informazioni:

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Cel. 391 1771414

Associazione La Stanza Blu

Via Borgovico, 177 | 22100 Como

Tel: +39 391 1771414

Orario chiamate: dalle 19:00 alle 20:00

info@lastanzablu.com

pec@pec.lastanzablu.com

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Come raggiungere l'Associazione

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Ferrovie Nord, fermata Como Lago